L’impegno della Regione per il riordino istituzionale del territorio romano e laziale deve andare avanti con rinnovato vigore e con molta speditezza, sono d’accordo in questo con quanto detto dal collega Carducci; e questo tanto più dopo i provvedimenti presi dal Governo Monti in tema di enti locali, provvedimenti che hanno delineato un futuro istituzionale per i territori completamente inedito.
Come Commissione Consiliare Federalismo Fiscale e Roma Capitale, dal canto nostro, dopo l’approvazione in extremis del secondo decreto, stiamo già lavorando, in coordinamento con comitato tecnico paritetico Comune-Regione previsto dal protocollo d’intesa del 20 ottobre scorso, a una bozza di normativa regionale sul decentramento a Roma Capitale di funzioni amministrative attualmente in capo all’ente regionale.
Nel contempo, sono convinto che si debba ampliare da subito il discorso alla Città Metropolitana, evitando che tutti gli enti locali si sveglino all’ultimo e si proceda a tappe forzate, proprio come è successo per Roma Capitale. A questo fine, è importantissimo che il Comune e la Provincia di Roma comincino a lavorare per delineare i contorni istituzionali e geografici della Città Metropolitana di Roma. Dal canto mio intendo, per facilitare questo processo, invitare il sindaco Alemanno e il presidente Zingaretti in Commissione, in modo da mettere a loro disposizione una sede istituzionale di confronto dove poter tirare le fila del processo di riforma.
Il processo di nascita della Città Metropolitana, infatti, è oggi della massima importanza, visto che, da un lato, va a completare il prendere forma di Roma Capitale e, dall’altro, coinvolge i destini, non solo del Comune di Roma, ma anche della Provincia e dei Municipi della Capitale, i cui orizzonti sono in pieno stravolgimento in questi giorni.
In particolare, l’urgenza è ben evidente se si guarda ai Municipi romani – che nella prospettiva della Città Metropolitana potrebbero vedersi delineare un cambio di natura giuridica, con l’evoluzione in “Comuni Metropolitani” – i quali allo stato attuale, con l’approvazione del Decreto “Salva Italia”, subiscono di fatto un mortificante azzeramento della loro classe politica, costituita da amministratori volenterosi e capaci, che sono i più vicini alle esigenze dei cittadini e costituiscono quasi sempre il loro unico riferimento istituzionale.

