La discussione del provvedimento sul dimensionamento scolastico alla Regione Lazio è ormai arrivata allo stadio di barzelletta, film comico, farsa, come definirla… Quel che è certo è che basta assistere alle riunioni della Commissione Scuola e sembra di essere su Scherzi a parte e non in un ente territoriale serio che affronta con rigore i suoi compiti.
Forse, infatti, sfugge all’assessore Sentinelli e alla presidente della Commissione Tarzia che la Regione dovrebbe avere essenzialmente il ruolo istituzionale di coordinare le esigenze del territorio (e, in particolar modo, dei Municipi, dei Comuni e delle Province) e non certo quello di assecondare spiccioli interessi di parte solo per rimediare localmente una manciata di voti.
Lo dico perché altrimenti risulterebbe incomprensibile il loro comportamento, che ignora completamente il lavoro fatto per mesi dagli enti locali, i quali con grande impegno hanno cercato la giusta quadra per il bene dei territori e degli alunni, dando così prova di grande civiltà, nonostante le scellerate scelte del governo Berlusconi che nei mesi scorsi ha tolto altri fondi alla scuola. Un lavoro, quello degli enti locali, spesso buttato al vento visto che, nella vera e propria rumorosissima fiera in cui si sono trasformate le riunioni della Commissione, l’assessore Sentinelli e la presidente Tarzia, nella confusione e a colpi di maggioranza, stravolgono gli indirizzi ricevuti dalle istituzioni territoriali.
Che dire? Questa è proprio la mala politica della quale i cittadini si sono stancati e alla quale dicono sempre più fermamente di no. Qualcuno glielo spieghi…

