Interrogazione sulle ferrovie concesse

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

 Premesso che:

Nel nostro Paese – alla luce del quarto pacchetto ferroviario che definisce il nuovo contesto regolatorio dell’Unione europea, che implica una riorganizzazione del mercato ferroviario e degli obblighi di servizio pubblico – diventa non più rinviabile una seria riflessione sull’assetto, l’efficienza e la competitività della rete e dei servizi ferroviari regionali includendo fra questi anche quelli delle ferrovie ex-concesse;

queste ultime, che assommano a circa 3.500 chilometri di rete, pari quasi a un quarto dell’intera rete ferroviaria nazionale, non sono state sottoposte alle regole della riforma ferroviaria comunitaria;

nella Regione Lazio, secondo l’interrogante, com’è noto, due ferrovie concesse in particolare operano nel trasporto pubblico locale: la Roma Lido, la cui infrastruttura è compresa all’interno dei confini del comune di Roma, e la Roma Viterbo che va oltre i confini del comune di Roma e serve diversi comuni delle province di Roma e di Viterbo;

quest’ultima, inoltre, viveva una diversa realtà istituzionale, trattandosi di una, ferrovia concessa connessa, compresa perciò nell’elenco di cui al Decreto Ministeriale del 5 agosto 2005, con obblighi e norme sulla sicurezza e sull’assegnazione dalla capacità da rispettare come previsto dall’articolo 3 dello stesso decreto. Obblighi e norme che prevedevano che le regioni dovevano recepire nel proprio ordinamento i contenuti del Decreto Legislativo n. 188 del 2003 e dovevano perciò individuare i gestori di ciascuna rete, i soggetti responsabili dell’assegnazione della capacità, l’organismo di regolazione e, nettamente separato, il soggetto per il servizio di trasporto pubblico. Questi da individuare normalmente attraverso gara;

la Regione Lazio, secondo l’interrogante, ha disatteso le indicazioni di legge e si è limitata, invece, ad assegnare le due concesse alla gestione dell’Atac, azienda di trasporto di proprietà del comune di Roma, per svolgere insieme le funzioni di gestore della rete e del servizio di trasporto con i pessimi risultati da più parti lamentati;

 

la Regione Lazio in sede di Conferenza Stato-Regioni  ha espresso la volontà di rinunciare alla qualificazione della Roma Viterbo ex concessa come infrastruttura connessa alla rete nazionale;

 

tale iniziativa accolta dal Ministero dei Trasporti e immediatamente formalizzata attraverso l’esclusione della linea Roma Viterbo tra quelle elencate nell’allegato al Decreto 5 agosto 2016 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avente per oggetto l’Individuazione delle reti ferroviarie rientranti nell’ambito di applicazione del Decreto Legislativo 15 luglio 2015, n. 112, per le quali sono attribuite alle Regioni le funzioni e i compiti di programmazione e di amministrazione;

 

non sono state date le motivazioni della scelta rinunciataria né dalla Regione Lazio né, dal Ministero delle Infrastrutture e Dei Trasporti come se tagliare una connessione con la rete nazionale di un territorio vasto e ricco di insediamenti artigianali e industriali non avesse potuto rappresentare anche un fattore negativo per sviluppo economico di interesse sovraregionale;
l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Civita ha denunciato in diverse occasioni l’incapacità dell’Atac di spendere i fondi assegnati per le infrastrutture delle due ferrovie concesse;

la ferrovia Roma Lido, come è noto, è stata fatta oggetto di una proposta di project financing da parte di alcune imprese riunite in Consorzio, fra queste la francese Ratp capofila insieme all’Ansaldo;

 

 

il 20 maggio 2016 il Presidente della Regione Lazio Zingaretti ha firmato con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi l’Intesa per il Lazio che prevede “l’impegno di spesa di 180 milioni per la Roma Lido per trasformarla in servizio metropolitano, utilizzando le risorse per l’ammodernamento della linea e delle stazioni”  e l’impegno di “154 milioni per la Ferrovia concessa Roma Viterbo, che versa in condizioni di gravissimo ritardo infrastrutturale”

la Regione Lazio, aveva bandito una gara europea per il raddoppio della tratta Riano Sant’Oreste poi annullata con il cambio della maggioranza politica del governo regionale che ha ritenuto di impiegare in modo diverso le relative risorse finanziarie, dal che si deduce che vi sono tutte le condizioni per procedere rapidamente alla gara qualora si volesse dar seguito alle rinnovate intenzioni della Regione Lazio;
l’assessore Civita, inoltre, aveva informato che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sostiene tecnicamente che non vi siano le condizioni per la trasformazione della linea in metropolitana e ciò, sia per il diradamento delle stazioni, sia grado di riempimento che non giustificherebbero questa diversa qualificazione;

 

la regione Lazio non ha dato seguito alla gara europea, già aggiudicata, per l’individuazione dei servizi minimi su ferro e ad oggi non è provvista degli strumenti necessari e indispensabili per la definizione degli elementi contrattuali al fine dell’effettuazione delle eventuali gare per il servizio di trasporto pubblico locale nelle due ferrovie concesse;

Per sapere:

 

se il Governo non intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, volte a:
a) agevolare l’acquisizione di Rete ferroviaria italiana delle due ferrovie concesse Roma Lido e Roma Viterbo al fine dell’ammodernamento e della messa in sicurezza delle infrastrutture ferroviarie e delle relative stazioni convogliando al riguardo tutte le risorse a vario titolo ad esse destinate ivi comprese quelle eventualmente disponibili nell’integrazione prevista dalla legge di stabilità e dal decreto-legge «Sblocca Italia» per gli investimenti ferroviari;

b) attivare tramite le strutture del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti competenti per materia, un’attenta verifica della necessità del mantenimento della connessione della Roma-Viterbo alla rete nazionale, di cui al Decreto 5 agosto 2005, e quindi delle eventuali funzioni cargo della linea stessa con la rivisitazione del progetto approvato dalla Regione Lazio per l’ammodernamento della linea;

c) verificare i presupposti per partecipare in mancanza degli strumenti adeguati da parte della Regione Lazio, alla definizione degli schemi dei bandi delle gare al fine di poter svolgere una regolare competizione fra imprese per il mercato del trasporto pubblico locale nelle due ferrovie ex concesse, ciò anche alla luce dei nuovi ulteriori compiti che il Governo vuole assegnare all’ART;

d) sperimentare nella circostanza, al fine di promuovere una più larga partecipazione alla gara, il ricorso per la disponibilità del materiale rotabile, di cui le due linee hanno urgente necessità, al «ROSCÒs» della cui istituzione si è dato conto nel corso della conferenza stampa di presentazione degli investimenti nel settore ferroviario di cui in premessa;

e) favorire l’acquisizione da parte di Rete Ferroviaria italiana di tutte le altre ferrovie concesse che a livello nazionale possano rappresentare un ulteriore contributo al miglioramento delle condizioni di trasporto per i pendolari e per il trasporto merci su ferro che costituiscono secondo gli intendimenti del Governo, più volte dichiarati, una scelta strategica di grande rilievo;

f) far sì che i vari livelli istituzionali interessati alla definizione delle scelte delle opere ferroviarie menzionate in premessa che riguardano la Capitale facciano chiarezza in un quadro di razionalizzazione delle risorse a vario titolo impegnate, superando il caos che si sta verificando nella città di Roma che vede cantieri fermi, operai messi in mobilità, vaste aree della città impegnate da lavori di cui non si conoscono più i tempi di esecuzione e le finalità.

 

Si richiede risposta in commissione

 

Marco Di Stefano