(FERPRESS) – Roma, 7 OTT

 “La ripresa autunnale, con un traffico più consistente su una direttrice ferroviaria frequentata da un numero rilevante di pendolari, non ha registrato alcuna novità positiva né per quanto riguarda la sicurezza, né per quanto riguarda la frequenza e la qualità dei treni”. Così in una nota stampa Marco Di Stefano, deputato del Partito Democratico in merito alla linea ferroviaria Roma- Viterbo.
[dc]”Non avendo ancora, la mia interrogazione sull’argomento presentata il 12.05.2016, trovato  risposta da parte del Governo, oggi ho riproposto lo scottante tema con un quesito questa volta posta in commissione trasporti della camera dei deputati.
Ad oggi, l’unica novità sembrerebbe  quella della rinuncia da parte della Regione Lazio alla qualifica di Linea Ferroviaria Concessa/Connessa di cui all’elenco del decreto legge 5 agosto 2005. La linea figurava tra le connesse  perché, una volta raggiunta la città di Viterbo, era collegata alla linea nazionale.
Rinuncia che non risulta essere stata sufficientemente motivata dalla Regione, né tanto meno dal Governo che si è limitato a prendere atto della decisione regionale e sulla quale gradiremmo risposte urgenti e convincenti.
Come è noto la gestione dell’infrastruttura e del servizio di trasporto è stata affidata dalla Regione all’ATAC, con i disastrosi risultati che si possono leggere tutti i giorni sui quotidiani della Capitale.
Solo alcuni giorni fa l’ATAC è stata costretta a spiegare che.” il guasto che si è verificato su una ruota del treno è relativo ad un cerchione la cui tipologia è ad oggi utilizzata su altri 5 treni e che ha provveduto immediatamente a coinvolgere il produttore”.
Ma oltre al materiale rotabile per lo più vecchio e fatiscente, la linea ha bisogno di modifiche , raddoppi e messa in sicurezza con nuove tecnologie.
In una situazione a dir poco confusa e senza un idea sul futuro della linea (dove raddoppiarla , dove farla arrivare, una volta tolta la connessione) il Presidente del Consiglio e il Presidente della regione Lazio firmano l’INTESA PER IL LAZIO e impegnano 154 milioni per la Roma Nord: piacerebbe sapere immagino agli utenti oltre che ai parlamentari del territorio interessati
Per fare cosa ? Che cosa vuol fare la Regione, essendone proprietaria, riguardo la gestione dell’infrastruttura e la gestione del servizio di trasporto?
L’impostazione espansionistica delle FFSS che sta di fatto contraddicendo,  per quanto riguarda la gestione del servizio, l’apertura al mercato più volte dichiarata dal Governo Renzi, si avvale anche della commistione di RFI con Trenitalia. E’ valsa per le Ferrovie del Sud Est , per la Ferrovia Centrale Umbra e sicuramente si svilupperà in altre situazioni per superare la quasi generale mala gestione delle ferrovie regionali.
Invece la strada maestra, ora che tutti sono d’accordo che RFI deve rimanere pubblica,  è quella di farla godere di un assoluta autonomia aziendale, togliendola dalla Holding, assegnandole compiti di razionalizzazione degli investimenti pubblici di cui il sistema ferroviario regionale ha estremo bisogno.
Forse solo allora invece di acquisire rami secchi delle Ferrovie Greche per 45 milioni, come annunciato trionfalmente dall’AD Mazzoncini, acquisizione che richiede investimenti consistenti con gallerie da realizzare e raddoppi di linea o salvare aziende decotte come le ferrovie del sud est al fine di subentrare nella gestione senza effettuare una regolare gara, si potrebbe realizzare un ammodernamento ad opera di RFI della Roma Nord e l’effettuazione di una gara per il servizio di traporto pubblico locale  che preveda efficienza, sicurezza e viaggi confortevoli. Credo che non possiamo più far finta di non vedere e auspico che  in Commissione Trasporti della Camera, quando sarà inoltrato  il piano industriale delle FFSS ( piano decennale!!!), si possa sviluppare un confronto che metta in luce le reali intenzioni del Governo perchè alle dichiarazioni corrispondano i fatti”.