LA MIA INTERPELLANZA URGENTE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Interpellanza urgente 2-01769

presentato da

DI STEFANO Marco

testo presentato

Mercoledì 26 aprile 2017

modificato

Venerdì 28 aprile 2017, seduta n. 786

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, il Ministro dell’interno, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:
si apprende che, con decreto del 14 settembre 2016, il tribunale per i minorenni di Roma ha disposto il collocamento di un minore, J.C., presso la casa famiglia «Betania» in Roma. Tale decisione avrebbe creato disagi gravi al bambino che ha avuto un lungo calvario di afflizioni e dolori fisici culminati con un ricovero in ospedale per un mese dal 20 ottobre 2016;
il 15 dicembre 2016 il minore sarebbe stato prelevato da un tutore delegato provvisorio, da un assistente sociale e da alcuni agenti di Pubblica sicurezza, facendolo uscire dall’aula dall’insegnante con la motivazione che alcune persone volevano intervistarlo;
il bambino sarebbe stato sottoposto a ciò che lo stesso avrebbe definito un vero e proprio interrogatorio, durato a lungo, durante il quale, piangendo, avrebbe disperatamente richiesto la presenza della mamma e alla fine sarebbe stato trascinato con forza – preso per le braccia e per le gambe – e spinto dentro la macchina di servizio; peraltro, la madre non sarebbe stata tempestivamente avvertita dell’operazione effettuata;
il bambino avrebbe riferito alla mamma, innanzi ai gestori della casa famiglia, al tutore delegato per l’operazione e all’assistente sociale, di essere stato in malo modo gettato in macchina, nonostante le sue vigorose proteste e l’esplicita richiesta di non essere condotto in casa famiglia, ma di essere messo in contatto con la madre; le promesse di contattare rapidamente la madre non sarebbero state neppure mantenute;
anche da quanto appreso recentemente da organi di stampa e trasmissioni televisive, sembrerebbe che il bambino abbia il divieto di incontrare e telefonare a chiunque, tranne che alla mamma, che peraltro potrebbe contattare una sola volta al giorno, alle ore 19. La mamma potrebbe incontrare il figlio due volte alla settimana, in una stanza alla presenza di una persona estranea e, qualora fosse impossibilitata, per motivi di lavoro, eventuali incontri sarebbero decisi senza accordo tra le parti;
a fronte di un sopralluogo dell’ufficio tecnico del 14o municipio di Roma, risulterebbero gravi inadempienze in merito a questioni igieniche, edilizie e di abitabilità presso la casa famiglia;
il piccolo J. sarebbe impossibilitato ad usare tabloid, telefoni, play station e addirittura a vedere la TV, e sembra che subisca continue forme di bullismo: aggressioni, insulti e furti di iPod;
sembrerebbe poi che il padre, obbligato dal 2014 a incontri protetti con il figlio, abbia denunciato la mamma per abbandono di minore all’interno del prestigioso circolo sportivo «2 Ponti», luogo in cui il bambino era solito allenarsi a tennis arrivando ad essere classificato tra i, primi 20 d’Italia nella sua categoria; a tal proposito, ci sarebbero tuttavia dichiarazioni-testimonianza di oltre 250 genitori frequentanti il suddetto centro sportivo a smentire l’accusa denunciata;
la motivazione con cui il giudice minorile avrebbe deciso di togliere il minore alla mamma sarebbe quella per cui si tratterebbe di madre «simbiotica» (eccesso di affetto) e di sindrome da alienazione parentale;
una corposa documentazione sul caso in questione risulta essere stata inviata dall’avvocato che assiste la madre del minore al Ministro della giustizia, in data 1o agosto 2016 (con raccomandata n. 13658463487-5), e successive integrazioni del 22 e 30 settembre 2016, nonché, per conoscenza, ai Ministri dell’interno e della salute;
la vicenda è all’attenzione dei media. D’altra parte, non può non suscitare particolare preoccupazione il fatto che sembrano via via più diffusi i casi di allontanamento di minori dalla famiglia sulla base di motivazioni che appaiono agli interpellanti assai discutibili –:
quali iniziative, per quanto di competenza, siano state adottate o si intendano adottare, in particolare di carattere ispettivo, in relazione alla vicenda segnalata in premessa, nonché in relazione alla più ampia problematica della tutela effettiva dei diritti del minore e della sua volontà in casi di allontanamento dalla famiglia;
quali iniziative si intendano adottare con particolare riguardo alla verifica del comportamento degli operatori della polizia di Stato tenuto nel caso specifico nei confronti del minore, ed eventualmente quali provvedimenti si intendano assumere in proposito.