Ho presentato una nuova interrogazione al Ministro Dell’Interno per chiedere una verifica e rettifica al bando emanato dallo stesso Ministero

Al Ministro dell’interno – Per sapere – premesso che:

- è stato bandito un “Concorso Pubblico, per titoli ed esami, a 250 posti per l’assunzione a tempo indeterminato di personale altamente qualificato per l’esercizio di funzioni di carattere specialistico, appartenente al profilo professionale di funzionario amministrativo, Area funzionale terza, posizione economica F1, del ruolo del personale dell’Amministrazione civile dell’Interno, da destinare esclusivamente alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale ed alla Commissione nazionale per il diritto d’asilo”, indetto con d.m. 26 aprile 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 4^ Serie Speciale “Concorsi ed Esami”, numero 33 del 2 maggio 2017;

- che nel bando di concorso si sottolinea che lo stesso è volto ad accertare la specifica conoscenza delle materie afferenti alle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale nonché la conoscenza della lingua inglese;

- che nella prova preselettiva del concorso sono previsti quiz in lingua inglese, una delle due prove scritte previste è incentrata solo sull’accertamento della conoscenza della lingua inglese con lettura e uso della lingua, componimento, comprensione  e svolgimento di esercizi e, all’interno della prova orale, è previsto un colloquio finalizzato all’accertamento della conoscenza della lingua inglese dei candidati attraverso il commento e lettura di un articolo di stampa su argomenti attinenti la protezione internazionale;

- che la conoscenza delle lingue comporta il possesso di specifiche competenze linguistiche e non solo, come si può verificare dagli obiettivi formativi ad es. della classe delle lauree nelle scienze della mediazione linguistica comprendenti discipline economiche, giuridiche, sociologiche che si trovano nei titoli di studio ammessi;

- che la laurea in lingue non solo non è prevista, ma non è neanche compresa nel bando tra i titoli di studio ammissibili per partecipare al concorso. Nella sostanza si tratta di un bando per un lavoro da svolgere con competenze linguistiche a cui i laureati in lingue non possono concorrere. Ciò vale per molte altre lauree escluse quali quelle ad indirizzo economico;

- che per alcuni dei titoli ammessi, sembra non esserci un rapporto coerente tra l’attività richiesta e  titoli posseduti dai candidati e che non sono stati inseriti nel bando titoli di studio adeguati e pertinenti al lavoro da svolgere come quelli citati sopra, dei quali non vi è traccia tra quelli indicati nel bando di partecipazione;

- che la conoscenza delle lingue sia necessaria allo svolgimento dei compiti peculiari relativi al riconoscimento della protezione internazionale e al diritto d’asilo che sono la ragione primaria ed esclusiva del bando suddetto.

che non ammettere candidati in possesso di titoli di studio assolutamente pertinenti all’attività da svolgere, non solo significa non contribuire a selezionare professionalità migliori e adeguate al lavoro richiesto, come d’obbligo in particolare per le PA, ma anche operare discriminazioni per numerosi laureati che hanno speso anni per conseguire titoli di studio e poi si ritrovano a non potersi candidare a lavori che riguardano le loro competenze specifiche;

- come e perché siano stati scelti dall’Amministrazione dell’Interno i titoli di studio, riportati all’art. 2 Requisiti per l’ammissione, punto g) del bando di cui sopra, per partecipare al concorso sopraindicato e quali siano state le motivazioni per le quali è stata effettuata questa scelta e sono stati esclusi titoli pertinenti e oggetto di prove ed esami specifici nel bando, come quelli linguistici ed economici;

- se il Ministro interrogato pensa sia doverosa una rettifica del bando di cui sopra con l’inserimento dei titoli di studio mancanti e pertinenti al lavoro da svolgere e in particolare quelli linguistici ed economici, anche al fine di evitare che detto bando venga dichiarato illegittimo.